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Paragrafo 7 . Il nazionalismo.

     
A  partire  dagli  ultimi  decenni dell'Ottocento  in  numerosi  stati
europei si diffusero movimenti fondati sul mito della potenza e  della
superiorit nazionale. Sul piano delle relazioni internazionali,  essi
sostenevano  l'espansionismo, esaltavano la guerra  quale  espressione
primaria  della forza della nazione e giustificavano il  colonialismo,
mentre  all'interno  erano fautori dell'autoritarismo,  contrari  alla
democrazia  parlamentare e promotori della lotta contro il socialismo.
L'aggressivit  esterna  ed interna era spesso  collegata  con  teorie
razziste.
     In  Inghilterra il nazionalismo oper soprattutto come  ideologia
a sostegno dell'imperialismo, mentre in Francia si caratterizz per il
revanscismo, cio il desiderio di rivincita sulla Germania, cui si un
l'ostilit  verso  gli  ebrei e la classe  dirigente  repubblicana.  I
nazionalisti    italiani   erano   antidemocratici,    bellicisti    e
imperialisti;  quelli tedeschi si distinguevano per un pi  accentuato
razzismo:   affermavano  la  superiorit  della  razza  germanica,   e
consideravano  gli  ebrei  i loro principali  nemici;  sostenevano  il
pangermanesimo,  cio l'unificazione di tutti i tedeschi  in  un'unica
realt politica e il loro dominio sugli altri popoli.
     In  Russia  e  nei  paesi  dell'Europa orientale  si  diffuse  il
panslavismo, il cui obiettivo era l'unificazione politica, economica e
culturale  di  tutti  i  popoli slavi;  anch'esso  aveva  tra  le  sue
componenti l'antisemitismo, che, radicato nella mentalit collettiva e
legittimato  da  provvedimenti discriminatori  in  vigore  nell'impero
zarista,  dava spesso luogo a violente devastazioni (pogrm) ai  danni
delle minoranze ebraiche.
     Le  frequenti persecuzioni antiebraiche favorirono la  diffusione
del  sionismo (da Sion, la collina su cui sorge l'antica Gerusalemme),
fondato  nel  1896 dallo scrittore ebreo viennese Theodor  Herzl,  che
propugnava la realizzazione di uno stato ebraico in Palestina.
